Umberto Davini Architect, Garden Designer, Interior Decorator

Born in Lucca in 1951, grew up outside the walls, lives in the hills in Valgiano/Segromigno in Monte.

 

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What inspires you

La natura per me è una fonte, forse ormai l’ unica rimasta per potersi ispirare. Il suo linguaggio è saggio, semplice e diretto,ma la maggior parte degli umani oggi è interessato ad altro e purtroppo non è più in grado di comprenderlo.

Amo molto i luoghi un tempo appartenuti all’uomo, poi abbandonati e in seguito riconquistati dalla natura. Parchi, antichi giardini, palazzi, cortili, serre, spazi, dove l’ uomo ha vissuto, e poi per qualche motivo se ne è andato. Qui la natura ha finalmente avuto la sua rivincita e ha potuta riprendersi la libertà di esprimere la sua incontenibile creatività.

La sua bellezza si manifesta in modi a volte sorprendenti: le piante si insediano, si sviluppano e si riproducono e il verde si sposa alle architetture, ridefinisce il senso dello spazio e l’esperienza diventa magica.

Edere e vitalbe avvolgono tutto ciò che possono in abbracci vegetali, approfittano finalmente della inaspettata libertà per potersi appropriare dello spazio.

La manifestazione di tanta energia è uno spettacolo che si svolge davanti ai nostri occhi, sono vere e proprie visioni che attraverso misteriosi linguaggi ci comunicano messaggi in codice.

L ’ unico modo per riuscire a percepirli e comprenderli è lasciarsi andare al proprio sentire, al di là della mente che spesso non permette di aprirci a sperimentare questo tipo di esperienze.

Fondamentale in questi casi è essere aperti e non aspettarsi niente in base alle nostre aspettative. Solo in questo modo si riesce a entrare in sintonia con l’ anima di questi luoghi abbandonati e sorprendentemente questi ti parleranno.

Il magico ‘genius loci’ custode e protettore del laghetto di Marina di Vecchiano

 

Happiness

Sono felice quando sto bene con me stesso, quando riesco a essere presente a me stesso, libero dai pensieri, dai labirinti della mente, dalle lusinghe del mio ego e dagli attacchi del mio giudice interiore.

Quando riesco a liberarmi da queste due entità allora riesco a vivere momenti di una felicità che arriva senza che ce ne sia un particolare motivo.

E allora finalmente mi ritrovo in viaggio sulla mia strada, lungo il percorso di ricerca interiore che mi riporta a casa, a me stesso, al mio essere.

Il lavoro su di me riguarda solo me e sono consapevole che riesco ad essere felice con gli altri solo se prima sono felice con me stesso.

Una delle cose che mi rende felice è la natura e la sua bellezza.

La bellezza delle persone nasconde invece molte insidie perché spesso è legata a proiezioni, giudizi e canoni estetici interiorizzati nel tempo, mentre quella della natura è forse l’ unica in grado di nutrire profondamente.

 

Best of Lucca

Lucca per me è una città che custodisce preziosi tesori.

Una delle mie passioni consiste nell’ osservare i particolari architettonici sia delle case umili che dei palazzi nobili della città, per scoprire gli stratagemmi e le astuzie con i quali i talentuosi artigiani toscani nei secoli sono riusciti a creare bellezza.

In Inghilterra è popolare il proverbio Necessity is the mother of invention e i latini ci hanno insegnato che Mater artium necessitates, la necessità è la madre delle abilità. Niente di più appropriato secondo me, soprattutto perché in questo caso il termine ars, artis assume il significato di abilità e non quello corrente di arte.

La bellezza di gran parte delle soluzioni decorative o architettoniche della città ha a che fare con il talento dei maestri artigiani dell’ epoca e lo straordinario ingegno applicato per realizzarle; il risultato è il più delle volte sorprendentemente impeccabile sia dal punto di vista funzionale che estetico .

E’ noto che Il garbo lucchese sta nella sobrietà e in uno stile di vita non ostentato.

Quando vai in giro per Lucca con un occhio attento che riesca a insinuarsi oltre i cancelli e i portali, fino nelle logge e nei giardini privati o nei cortili nascosti, scopri angoli di contenuta e raffinata bellezza, magari con un sapore di decadenza, che nonostante tutto conserva ancora in sè una certa dignitosa eleganza.

Al contrario di certe realizzazioni moderne che inseguono i canoni delle mode e che risultano spesso a seconda dei casi fuori luogo o ostentatamente aggressive, protese nell’ intento di lasciare unicamente una firma, un segno egoico.